Showing posts with label Francesco Moser. Show all posts
Showing posts with label Francesco Moser. Show all posts

Sunday, June 7, 2015

Under Sparkling Stars with Moser 51.151, June 12


If you are going to be near Trento on June 12th you might want to make a reservation for an evening at Francesco Moser's Maso Villa Warth for a tasting of Trentodoc 51.151, food (tortel con carne salada and tortel con marmellata) and music. email info@cantinemoser.com for reservations. 51.151 is a spumante.



In January 1984, Francesco Moser set a new hour record of 51.151 km (31.784 mi).

Content for the Italian Cycling Journal is now based upon contributions from readers. Please contribute. Stories about rides, granfondos, touring, having a good time cycling in Italy, Italian cycling history, racing, etc. are always welcome. Contact me at veronaman@gmail.com.  

Thursday, April 22, 2010

Moser and Gimondi Choose Sigma


Advertisement for Sigma glasses featuring Francesco Moser and Felice Gimondi.

I can tell you that both are as stylish today as they were then.

Stories for the Italian Cycling Journal about rides, granfondos, having a good time cycling in Italy, Italian cycling history, etc. are very welcome. Contact me at veronaman@gmail.com. There are more than 1,300 stories in this blog. The search feature to the right works best for finding subjects in the blog and there is also a translate button at the bottom so you can translate each page.

Tuesday, December 8, 2009

Spumante 51.151 by Francesco Moser




Francesco Moser, and his daughter Francesca, unveiled their new wine from their Maso Villa Warth vineyard on Saturday, December 5th. The spumante is named "51.151" after the distance in kilometers set in the hour record established by Francesco Moser in 1984, surpassing the record Eddy Merckx had held since 1972. It also marked the debut of the "Trento D.O.C.".

The Moser family property occupies 25 hectares of which 10 are devoted to growing grapes. The central point of the property is the Maso Villa Warth. You can stop by to buy wines and arrangements can be made for groups to tour the vineyards of Maso Villa Warth, followed by a visit to the wine cellar and the barrique barrels in which the wines are made. The visit terminates with a toast in the "Cantinetta".

The property also has an agriturismo with six apartments.

Having a glass of wine with Francesco Moser would be fun, wouldn't it?

Photos: Announcement of unveiling; Francesco and Francesca Moser unveil 51.151 spumante, seated is Giovanni Rana (photo by Mosna); location of Maso Villa Worth

Stories for the Italian Cycling Journal welcome; contact me at veronaman@gmail.com. There are more than 1,100 stories in this blog; the search feature to the right works best for finding subjects in the blog.

Monday, April 13, 2009

33rd Giro del Trentino, April 22-25




The four stage Giro del Trentino, an important race in riders' preparations leading up to the Giro d'Italia, will be held April 22nd to the 25th.


The official presentation was held in Trento on April 6th. It was announced that this year there will be a special award issued in the name of Enzo Moser for the most combative rider. Enzo Moser was the first winner, in 1962, of the Giro del Trentino.


Lance Armstrong had originally planned to race the event but is now questionable due to his accident. Nevertheless, as Francesco Moser said at the presentation "The 33rd edition of the Giro del Trentino will be the most difficult ever; it's a shame that Lance Armstrong may not be here but Basso and Simoni will serve a delicious 'antipasto' to the Giro d'Italia."


The first stage, an individual time trial will begin in Torbole/Riva del Garda at the northern end of Lake Garda.


Also of interest is the fact that the Trentino-Alto Adige/Südtirol is an autonomous region in northern Italy. The region is comprised of two provinces: the autonomous provinces of Trento (or Trentino) and Bolzano (or Alto Adige/Südtirol). As an autonmous region it has the the right of elaborating its own laws in a wide number of domains and to carry out relative administrative functions. In 1972, the autonomous framework was futher expanded to include autonomy of political address, legislative autonomy, administrative autonomy, and autonomy in financial institutions. The provincial capitals alternate biennially as the site of the regional parliament. The result of all this, coupled with language and cultural differences, is that you might easily forget you are in Italy, especially in the Alto Adige. A subject area worth studying further if you are interested in Italy.

Photos: location of Trento and Bolzano provinces; Francesco Moser, 2nd left, at the presentation; a RAI cameraman covering the race in 2008; a very special Polizia car was used to proceed the riders along the route

Stories, including cycling trip stories, for the Italian Cycling Journal welcome; contact veronaman@gmail.com

Friday, March 27, 2009

The Moser-Saronni Duels


The Museo del Ciclismo, Madonna del Ghisallo has had series of "Yesterday and Today" meetings for the public with famous Italian cyclists. This particular exchange between Moser and Saronni is quite entertaining. Good Italian practice....


Moser: «Nel 1968 andai alle Tre Cime di Lavaredo a vedere Eddy Merckx, cinque anni dopo correvo contro di lui».

Saronni: «Nel 1976 ero dilettante, facevo due o tre allenamenti alla settimana, e partecipai all’Olimpiade di Montreal, su pista. L’anno dopo debuttai tra i professionisti su strada».

Moser: «Lui sembrava un pistard».

Saronni: «Lui era già Moser».

Moser: «Sembrava solo un pistard, invece aveva stoffa».

Saronni: «E Moser era Moser».

Moser: «All’inizio non c’era rivalità».

Saronni: «Mondiale 1977, a San Cristobal. Moser era il leader. E io ero stato agli ordini di Martini. Anche nel finale, quando ormai lui era andato via con Thurau e gli altri scattavano per conquistare il terzo posto, io cercavo di chiudere per proteggerlo. Finché venne lì Bitossi: "Non preoccuparti, giovane, tu hai già lavorato tanto, adesso tocca a me". E così terzo arrivò lui».

Moser: «Nel 1978 la rivalità era fatta solo di schermaglie».

Saronni: «Mica tanto. Mondiale al Nurburgring. Fuga a tre: io, Hinault e Raas. Dietro si misero a tirare i belgi. Normale, se si pensa che davanti c’erano un italiano, un francese e un olandese. Ma si diceva che, a farli tirare, fosse Moser. Tant’è che, una volta che ci hanno ripresi, a scattare fu proprio Moser con Knetemann».

Moser: «Gli altri corridori si lamentavano: i giornali, dicevano, scrivono solo di voi due. Invece a noi faceva piacere».

Saronni: «La stagione cominciava con i ciclocross e la Sei Giorni di Milano, poi proseguiva dal Laigueglia fino al Lombardia. Dieci mesi uno contro l’altro».

Moser: «Le rivalità stanno in piedi solo se i due rivali sono all’altezza delle situazioni».

Saronni: «Spesso i giornalisti hanno scritto meno di quello che si poteva, però hanno scritto tanto. Veniva Beppe Conti: "Sai cos’ha detto di te quello là?". Io abboccavo e rispondevo per le rime».

Moser: «Di noi due si scriveva sempre, comunque e dovunque».

Saronni: «I tifosi erano schierati».

Moser: «C’erano anche quelli per Baronchelli o Gavazzi, ma erano minoranze».

Saronni: «Cori sotto l’albergo».

Moser: «Cartelli, striscioni, scritte sui muri».

Saronni: «Anche i giornalisti. Conti era per Moser, Zomegnan per me».

Moser: «All’estero dicevano che la nostra rivalità fosse provinciale».

Saronni: «Ma allora il grande ciclismo era quello italiano».

Moser: «Nel 1978 conquistai la mia prima Parigi-Roubaix, da solo, per distacco».

Saronni: «Avevo 19 anni e tre mesi, c’era la neve, fu un dramma. Finii sotto la macchina del mio direttore sportivo».

Moser: «Nel 1980 conquistai la Parigi-Roubaix per la terza volta consecutiva e sempre per distacco».

Saronni: «I giornalisti mi chiesero che cosa ne pensassi. Risposi che la Roubaix era un ciclocross da abolire».

Moser: «Fu il finimondo».

Saronni: «Però due giorni dopo vinsi la Freccia Vallone».

Moser: «Eccolo: il dualismo».

Saronni: «Tirreno-Adriatico del 1981. Dissi: "Quello lì vado a prenderlo anche con le scarpe da tennis"».

Moser: «Campionato italiano a Compiano, nel 1981. Saronni mi tagliò la strada, gli dissi: "Piano, mi fai cadere"».

Saronni: «Gli risposi: "Se non sai più stare in bici..."».

Moser: «Quella frase mi caricò come una molla».

Saronni: «Quella frase la pagai a caro prezzo. Vinse lui».

Moser: «A volte mi chiedevo se ne valesse la pena di insultarci così. Pensavo al giorno dopo, quando avrei dovuto rientrare in gruppo e correre».

Saronni: «Di quegli anni ricordo la folla sulle strade. Pedalavi e sentivi quello che diceva».

Moser: «Ricordo il Mondiale di Praga, nel 1981».

Saronni: «I più importanti corridori stavano nella squadra azzurra. Martini si era raccomandato: "A tre giri dalla fine tutti per la volata di Saronni". Infatti: a tre giri dalla fine scattò Battaglin. Risultato: primo Maertens, secondo io».

Moser: «Ti sei rifatto l’anno dopo, al Mondiale di Goodwood. Ho capito che non era il mio percorso, a meno che non partisse una fuga da lontano».

Saronni: «Non ho avuto aiuti».

Moser: «Io gregario? Mai».

Saronni: «Moser è stato il mio avversario numero 1 fino al 1983. Dal 1984 in poi era un altro: l’unico a poter accedere a nuove metodologie di allenamento. A quel punto Moser si confrontava e sfidava solo se stesso».

Moser: «Saronni ha pagato il Giro d’Italia del 1983. L’ha vinto ma con grande fatica. Sarà stato quello a provocargli il declino a soli 26-27 anni».

Saronni: «Quando Moser stabilì i record dell’ora, prima a 50,808, poi addirittura a 51,151, quasi non si credeva che potesse essere vero. Ma non ne soffrii. Ormai il nostro non era più un confronto diretto o personale».

Moser: «Di Saronni ho sempre invidiato la velocità, e che potesse vincere facilmente in volata. Invece io dovevo muovermi prima e fare molta più fatica di lui».

Saronni: «Di Moser ho sempre ammirato il fondo, la volontà, la voglia, la capacità di soffrire. Per me la corsa doveva essere più facile. Lui era costretto a essere generoso, io a risparmiare. Lui era portato a seguire l’istinto, io a fare calcoli».

Moser: «E pensare che una volta abbiamo corso insieme».

Saronni: «Trofeo Baracchi, nel 1979».

Moser: «Le coppie le faceva Baracchi, padre-padrone della corsa. E’ stato lui a metterci insieme».

Saronni: «Dovevamo trovarci un giorno e mezzo prima per provare il percorso. Niente. Rimandato al giorno prima per provare almeno i cambi. Niente. Non abbiamo fatto insieme neanche il riscaldamento: ci siamo trovati direttamente sulla passerella alla partenza».

Moser: «C’era una coppia belga, forte, ma è caduta».

Saronni: «Moser mi ha tirato il collo, forse voleva staccarmi. Alla fine ero così distrutto che non riuscivo neanche più a sedermi».

Moser: «Adesso va molto meglio».

Saronni: «Sì, è vero, però... Francesco produce vino, che è pure buono. A me piace il vino rosso, ma lui non me ne ha mai regalato una bottiglia».

Moser: «Io faccio il vino per venderlo. Ma se vieni a prenderlo a casa mia, poi te ne regalo. Una bottiglia».


Photo: left-right: Giuseppe Saronni, Fiorenzo Magni, Francesco Moser and Beppe Conti at the Museo del Ciclismo, Madonna del Ghisallo


Stories for the Italian Cycling Journal welcome; contact veronaman@gmail.com

Tuesday, February 3, 2009

Lance Armstrong Hinting World Record Attempt?

On February 1st, Lance wrote on twitter, "Why not?" and linked to the photo above. He hasn't made any additional comments about the bike or its purpose since then.



Is this a clue that he is thinking about an hour world record attempt? Rumors about an hour record attempt at the new track being built in Montichiari (Brescia) surfaced last month, including comments by Francesco Moser. See my story, photos, and a virtual video tour of the new track at: http://italiancyclingjournal.blogspot.com/2009/01/armstrong-new-velodrome-in-montichiari.html





Stories for the Italian Cycling Journal welcome; contact veronaman@gmail.com